Gente di Falchera

Mensile di informazione e cultura a cura dell'associazione


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Chi siamo

Gli uomini della redazione

Il periodico locale "Gente di Falchera", dopo i primi tentativi abbozzati alla fine degli anni Ottanta, vede la luce il 4 maggio del 1992 nella Biblioteca Civica della Falchera, per opera dell'intraprendenza di alcuni lettori coordinati dal bibliotecario Amilcare De Leo. Registrato, subito dopo regolarmente presso il Tribunale di Torino, è diretto dall'avvocato Massimo Giusio.

La redazionei di Gente di Falchera

IL giornale GENTE di FALCHERA


Nasce innanzitutto con lo scopo essenziale di soddisfare esigenze legate al principio della cosiddetta educazione permanente in una particolare zona posta all'estremo della Città di Torino e vista ancora da molti con gli occhi del pregiudizio e della diffidenza. Non si deve dimenticare, d'altra parte, che la Biblioteca della Falchera è la prima istituzione decentrata "pilota" in Torino, sorta il 20 aprile del 1976 in piazza Falchera 6, sotto l'Amministrazione Novelli, quando non c'erano ancora i Consigli di Circoscrizione ma i Comitati di Quartiere. Nasce inoltre e si sviluppa con il proposito di abituare gradualmente i cittadini della borgata ad esprimere per iscritto pensieri, concetti, opinioni personali su vari problemi sociali, culturali e … politici (perché no, nel pieno rispetto ideologico degli uni per gli altri), agevolati dal pertinente e stretto contatto con libri, riviste e video, da cui trarre spunti di ricerca e di ispirazione. Prende vita così, sotto forma di collettivo, un primo staff redazionale in cui ognuno dei componenti è capo di se stesso e il bibliotecario veramente si pone come un "primus inter pares". Collettivo, suddiviso e distinto in piccoli gruppi di lavoro con incarichi e mansioni, che si trasforma poco a poco in un vero e proprio "osservatorio" sul quotidiano sociale del quartiere per cercare di sensibilizzare i lettori ad interessarsi sempre più dell'ambiente in cui vivono ed operano e intervenire per la sua riqualificazione, alla luce dei loro occhi e di quelli che ancora lo denigrano. Spesso, infatti, è proprio dalle pagine di "Gente di Falchera" che parte deciso il richiamo diretto alle Autorità interessate affinché pongano attenzione alle richieste degli utenti. Si attiva via via un vero e proprio movimento di volontari, che si sollecitano culturalmente a vicenda, in grado di coinvolgere la gente in dibattiti, attorno ad un tavolo o sulle righe del giornale, in verità ancora rudimentale e modesto nella forma, perché gestito in proprio e finanziato dagli stessi volontari e dal bibliotecario. Il periodico tratta di vari argomenti che spaziano dalla letteratura al teatro, dall'astronomia alla pedagogia, dalla musica alla poesia; particolarmente gradite sono le rubriche "I lettori scrivono" e "La storia di Torino e del Piemonte".
In quegli anni non si può dimenticare il prezioso e spontaneo contributo di amici e collaboratori come Vincenzo Ottaviani,

Franco Foppiani e Mario Alba, che provvedono diligentemente a battere gli articoli con un vecchio computer, poi… in copisteria, per ottenere poche centinaia di copie che vengono assemblate manualmente e depositate sul Bancone Prestiti della Biblioteca a disposizione gratuita del pubblico. Intanto spuntano i Consigli di Circoscrizione (nel nostro caso la VI) che, senza mai intervenire economicamente, lodano e agevolano comunque lo sforzo e la capacità di "Gente di Falchera" di influire positivamente sul giudizio dei cittadini, che cominciano ad intervenire con piccoli ma graditi contributi in denaro mentre anche alcuni commercianti utilizzano il giornale per la pubblicità e versano una quota libera. Dalla fine del 1999 il periodico viene coordinato da Umberto Grassi, già da qualche anno semplice redattore e, nel 2000, dalla Biblioteca si trasferisce in un locale riattato dell'ex scuola "Ambrosini" in via dei Pioppi 43, accanto all'Ufficio del Tavolo Sociale (Progetto Periferie). Grazie a qualche contributo da parte di Enti Locali, Umberto Grassi, abile informatico e nominato capo redattore, sa dare una nuova e più decorosa veste al periodico, che conta più pagine, inserti, fotografie e rubriche ormai consolidate. Da febbraio del 2009, la nuova sede redazionale è in Falchera in p.zza G. Astengo 6, tel. 349 4201090 Lo staff redazionale è composto tutto da volontari, che dedicano gran parte del loro tempo per la stesura del giornale. La tiratura, ora a stampa, è di 3000 copie, che arrivano a tutte le famiglie della borgata Falchera, Villaretto, Mappano e zone limitrofe, grazie alla disponibilità di alcuni cittadini, che spassionatamente e volontariamente si prestano a tale collaborazione. Inoltre vengono inviate ad amici e parenti, da parte di alcuni lettori, in altre regioni d'Italia; a istituzioni, associazioni, negozi e centri commerciali. Degna di nota, dalla fine del 1999 in avanti, è la collaborazione che si è instaurata con la sede dell'Università della Terza Età sezione Falchera. Sempre maggiormente il periodico viene apprezzato e seguito dal pubblico che non di rado, sulle nostre pagine, interviene per trattare di temi generali ma soprattutto di problemi della Falchera. La borgata ora finalmente non è considerata come il "paesello" solitario e sperduto ai confini della città, facente parte ancora… chissà, per qualcuno, del primo canavese, ma finalmente un quartiere vero inserito nel contesto della città, con pregi e difetti delle altre periferie, e non più dunque …un'isola che non c'è.











Sito web del periodico Gente di Falchera - Giugno 2010 | gentedifalchera@libero.it

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